VILLANOVA D’ASTI

Villanova d’Asti è un comune di circa 5.000 abitanti.

CENNI STORICI

La sua fondazione risale all’anno 1248, come risulta da precisi documenti dell’archivio astigiano. Concorsero alla fondazione gli abitanti di Dusino, Solbrito e Supponito, località presso Corveglia poi abbandonata ma il cui ricordo è tenuto vivo dalla piazza ad essa dedicata. Fin da epoca romana è attestata la presenza di agglomerati (Brassicarda) dovuti probabilmente a veterani cui venivano assegnati appezzamenti. Verso Poirino, attorno a ruderi longobardi detti “corte vecchia” ovvero Corveglia, nel 1001 l’imperatore Ottone III donò alle monache benedettine del monastero di San Felice di Pavia, dipendente dal monastero di San Salvatore di Pavia, alcuni terreni e nel XIII secolo proprio a Corveglia si stabilirono i canonici agostiniani che, all’inizio del XIV secolo, ne arricchirono le sale di colonne e capitelli scolpiti. Nel 1340 i religiosi, indebitatisi, dovettero abbandonare l’edificio che solo ora è stato riportato agli antichi splendori.

Con atto di donazione del 28 gennaio 1494, il feudo fu donato da Ludovico il Moro alla moglie Beatrice d’Este, con tutte le relative possessioni, fortilizi e diritti feudali a esse connessi.
Il territorio circostante Villanova, da Valfenera a San Paolo Solbrito, fu teatro di aspri scontri tra francesi e spagnoli nel secolo XVII, ma le possenti mura “a stella” protessero sempre la cittadina. Nel 1690 rischiò il saccheggio da parte delle truppe del generale Nicolas de Catinat de La Fauconnerie quando Casa Savoia rovesciò le alleanze entrando nella Lega di Augusta a fianco degli Imperiali. Si narra che fu fatto voto solenne alla Madonna, a seguito del quale i francesi, famigerati per crudeltà e già presenti nella cittadina normalmente imprendibile, la lasciarono.
Ancor oggi, per adempiere al voto, il sindaco partecipa solennemente alla messa dell’Immacolata Concezione nella chiesa di San Martino e per tradizione prende la parola dopo la lettura del Vangelo. Una lapide, presente sulle mura dell’antico convento in via Roma, succintamente racconta questi straordinari eventi: l’imprendibile Villanova, già occupata da soldataglia pronta a scatenarsi, lasciata indenne da quel medesimo generale che invece mise a ferro e fuoco le campagne, incendiò la vicina Poirino e fece saccheggiare Ceresole.
Dopo il fallimento dell’assedio di Torino voluto dal Re Sole nel 1706 e dopo che il trattato di Utrecht del 1713 assicurò a Vittorio Amedeo di Savoia la corona di Sicilia, Villanova godette finalmente di lunga tranquillità. In seguito agli eventi che spinsero i Savoia a rifugiarsi in Sardegna protetti dalla flotta inglese, il Piemonte fino al fiume Sesia fu annesso alla Francia l’11 settembre 1802 (24 Fruttidoro, anno X). Villanova, fino al 1814, fu inclusa nel “Département de Marengo”, “Deuxième arrondissement (Asti)”. I giovani piemontesi si batterono con coraggio per la patria a fianco degli altri cittadini francesi, soprattutto nella sfortunata campagna di Russia dove il poirinese Domenico Mazzucchi si guadagnò alla Moscova la croce di guerra.

Monumenti e luoghi di interesse
Le chiese principali sono San Pietro, Sant’Isidoro (patrono), San Martino. Quest’ultima inizialmente dedicata a San Felice, custodisce una statua della Madonna del Clementi, uno splendido altare ligneo (“delle anime nere”), l’altar maggiore di Carlo Pellagata (1777), un Macrino d’Alba, due opere del Moncalvo oltre ad un Cristo battezzato da San Giovanni Battista alla presenza dei Santi Pietro, Andrea ed angeli e, nella medesima cappella, una rappresentazione di Villanova protetta dai santi Sebastiano e Rocco posta sopra un altare il cui marmo mostra San Martino.
Nelle vicinanze è sita una caratteristica dimora in mattoni a vista, casa Baldissera, classico esempio di Settecento piemontese.
Di particolare interesse per chi visita questa città è il Santuario della Beata Vergine delle Grazie edificato ove, in epoca napoleonica, si narra sia apparsa la Madre di Dio. Restaurato nei suoi affreschi settecenteschi, il tempio che appartenne alla “Confraternita dei Batù”, ospita conferenze, dibattiti culturali, concerti.
A poca distanza si trovala quattrocentesca Torre comunale alta 26 metri di piazza Supponito.
Imponente è l’antico convento di San Francesco d’Assisi (crollato ma subito riedificato nella seconda metà del Cinquecento) sito all’incrocio tra la contrada del Corpus Domini e la Strada reale di Piacenza (in seguito denominata via Maestra, oggi Roma). Abitato da un esponente dell’antica famiglia savoiarda dei Richetta (riches étaient) dal 1806, è attualmente proprietà dei De Robertis.
L’abbazia di Corveglia, oggi proprietà Brossa ed adibita ad agriturismo; importante testimonianza di architettura medievale, si trova sulla statale in direzione di Carmagnola proseguendo lungo la quale, a ridosso del confine con Poirino, si può ammirare il viale alberato che porta alla tenuta Banna, proprietà del marchese Spinola, sede della Fondazione Spinola Banna volta ad incoraggiare l’opera di giovani artisti, specialmente in campo musicale.
Il palazzo comunale, edificio neoclassico concepito nelle forme di una villa palladiana, è opera dell’architetto Giuseppe Frizzi.

In via Roma, mentre è scomparso il San Marco, sono tuttora situati due piccoli alberghi già presenti nel XIX secolo, il Muletto e il Cannon d’oro; quest’ultimo in particolare viene gestito dalla medesima famiglia fin da epoca napoleonica.
La cittadina villanovese sta sviluppando un buon polo sportivo con la rinascita, qualche anno fa, della società “Polisportiva Mezzaluna”. La denominazione deriva dall’omonimo bastione (mezzaluna dolce) delle mura a forma di stella che, fino all’epoca napoleonica, difendevano la città, splendidamente e fedelmente riprodotte in tutti i particolari in quella pagina del “Theatrum Sabaudiae” (XVII secolo) che in Municipio adorna lo studio del sindaco.
A Villanova si alleva ancor oggi “la bionda”, ossia la gallina conosciuta anche come “nostralina” o “rossa delle crivelle”, un tempo diffusa sulle terre fedeli ai Savoia; la gallina bianca era invece allevata dai sudditi dei marchesi di Saluzzo.
La presenza del casello autostradale, sulla direttrice Torino-Alessandria, la stazione ferroviaria a pochi chilometri ed una ampia pianura intorno hanno permesso a Villanova di diventare negli ultimi decenni il terzo polo industriale della provincia, dopo il capoluogo e Canelli.

Nel viale del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, l’ultima domenica di luglio, viene realizzata l’Infiorata: tappeti raffiguranti immagini religiose creati con petali di fiori.
Il santo protettore del paese è sant’Isidoro, che viene festeggiato la prima domenica di settembre con la particolare benedizione dei buoi e l’incanto del cappello per la recitazione di strambotti dialettali dopo la messa.

Villanova d’Asti
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La Via del Pianalto

TERZO PARADISO – VILLANOVA D’ASTI

Il logo è stato realizzato in acquarello e illustra elementi e colori caratteristici del nostro territorio. La fauna e la flora del primo paradiso (a sinistra) sono rappresentati dal gallo biondo, da sempre considerato simbolo del paese, la cui chioma riprende i colori dei nostri campi, e il monte su cui si erge che ricorda il Monviso. Il secondo paradiso (a destra) richiama la parte culturale e storica del paese illustrata da Borgo Corveglia e dal carro con i buoi, simbolo della festa patronale di Sant’Isidoro.

Per il terzo paradiso villanovese (al centro) è stata immaginata una realtà inedita del comune immerso nella natura (la vegetazione e il gallo accompagnato dalla gallina bionda), con il richiamo della panchina rossa dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne.

Proprio attraverso questa immagine, il nostro comune vuole trasmettere il senso di responsabilità a tutela dell’ambiente dando voce e priorità ai suoi bellissimi paesaggi pur mantenendo vivi gli impegni socio-culturali.

“Se il Primo Paradiso è il tempo dell’inconsapevolezza e il Secondo Paradiso è l’età della conoscenza, il Terzo Paradiso ci introduce nell’era della responsabilità” (Michelangelo Pistoletto)

ARTISTI

Ilaria Scaramozzino

Ho 24 anni e abito a Villanova d’Asti. Attualmente, sono al terzo anno presso l’Accademia di Belle Arti di Cuneo, dove seguo il corso di Arti Visive. La mia passione per l’arte è nata durante gli anni del liceo, quando ho frequentato il Liceo Artistico “Benedetto Alfieri” di Asti, dove nel 2019 ho conseguito il diploma. Durante il mio percorso scolastico, ho avuto l’opportunità di partecipare a diversi bandi scolastici socio-culturali, esplorando temi di rilevanza sociale come la legalità, il lavoro, il femminicidio e il bullismo, sia in versione tradizionale che in ambito digitale con il tema del cyberbullismo.

Dopo il diploma, ho scelto di ampliare i miei orizzonti professionali entrando nel mondo dell’educativa.

Ho intrapreso un’esperienza di volontariato attraverso il Servizio Civile Universale, che mi ha permesso di lavorare a stretto contatto con bambini e ragazzi. Questa esperienza ha contribuito a sviluppare in me una forte empatia e sensibilità verso i più giovani, rafforzando la mia passione per il lavoro educativo e confermando il mio impegno sociale. Il mio percorso artistico è strettamente legato a questi valori, cercando di unire la creatività con un’attenzione costante alle tematiche sociali, alle emozioni e alle esperienze delle persone con cui interagisco. L’arte per me non è solo una forma di espressione, ma anche un mezzo per sensibilizzare, educare e connettere le persone.

E-mail: scaramozzinoilaria@gmail.com

CONTATTI

COMUNE DI VILLANOVA D’ASTI
Piazza IV Novembre, 11, 14019 Villanova d’Asti AT

I COMUNI DI PISTAAA