SAN SEBASTIANO DA PO

Il territorio comunale di San Sebastiano è compreso tra un fondovalle che scende al di sotto dei 200 metri di quota e le colline ai due lati del torrente Leona che raggiungono i 400 metri circa.

CENNI STORICI

Notizie certe su San Sebastiano, probabilmente già esistente nel XI secolo, si trovano in un documento del 1278. La storia di San Sebastiano è legata a quella di Cocconato, origine della famiglia dei conti di Radicata. La località appartenne al marchesato di Monferrato, sotto la dinastia aleramica sino al 1305, poi sotto quella dei Paleologi sino al 1533 ed infine dei Gonzaga dal 1536 al 1631. Al termine della guerra di successione di Mantova e del Monferrato, con il trattato di Cherasco, San Sebastiano assieme ad altre comunità della sponda destra del Po venne infeudato al ducato di Savoia.

Il XVI secolo fu caratterizzato dalle guerre tra la Francia di Francesco I e la Spagna di Carlo V per la supremazia in Europa. Dopo la morte del marchese Gian Giorgio, ultimo discendente della dinastia dei Paleologi, avvenuta senza eredi legittimi nel 1533, il marchesato di Monferrato rimase sotto la giurisdizione dell’imperatore Carlo V che nel 1536 lo concesse in feudo al duca di Mantova Federico II Gonzaga, cosicché il marchesato di Monferrato perse la sua autonomia politica, economica e culturale. La situazione peggiorò ulteriormente quando, nel contesto delle guerre tra la Francia e la Spagna, le truppe di Francesco I invasero nel 1536 buona parte del Piemonte sabaudo e del Monferrato. Le terre occupate dai francesi furono annesse al regno di Francia e anche San Sebastiano subì la stessa sorte.
Vittorio Amedeo II verso la fine del Seicento, impose la perequazione fiscale con l’obbligo di presentare la documentazione originale di tutte le proprietà.
La comunità doveva essere autosufficiente sotto ogni aspetto; amministrativo, economico, sanitario, ecc. e la popolazione era costretta a sopravvivere con quanto prodotto dalla coltivazione dei loro campi e dal ricavato della vendita del vino e di poche altre derrate. Le entrate, quasi inesistenti, erano originate dalla vendita di legname e dall’affitto dei terreni comunali.
La popolazione sansebastianese era dedita esclusivamente all’agricoltura, non esisteva altra attività né artigianale né commerciale fatto salvo qualche piccolo commercio di vino. Nel XVI secolo la terra di San Sebastiano era ancora circondata dalle mura ormai cadenti e da un piccolo vallo. L’ingresso al borgo avveniva attraverso due porte, una rivolta a mezzogiorno e l’altra detta la porta nova rivolta a Nord. Esisteva un recetto, in cui ricoverare le granaglie in caso di emergenza. Il forno comunale non più utilizzato in quanto molte famiglie si erano trasferite nelle borgate, era caduto in rovina. Nella parte più elevata del borgo esisteva una torre, un vecchio castello, demolito poi nel ‘700 per costruire l’attuale palazzo, e una chiesetta, intitolata a San Sebastiano.
Vi furono ancora guerre all’inizio del Seicento, le due guerre monferrine, la peste del 1628 e del 1631, della quale non si hanno riscontri. La guerra di successione spagnola arrecò molti danni alla comunità durante gli assedi di Verrua e di Chivasso nel 1705.

La biblioteca venne fondata nel 1990 da Gualtiero Rizzi, all’anagrafe noto come “Giuseppe”, uomo di cultura, ex direttore del Teatro Stabile di Torino e studioso di storia piemontese. Grazie alla sua attività precedente organizzò all’interno della biblioteca i “Randevò a la Vila”, incontri in cui si trattava di storia locale. In seguito alla sua morte, avvenuta nella cittadina, la biblioteca venne a lui nominata. Dal 2010 ha sede nell’ex Stazione Ferroviaria, e fa parte del sistema SBAM.

San Sebastiano da Po
Itinerari ciclopedonali di Pistaaa: La Blue Way Piemontese

Dalla collina al fiume

TERZO PARADISO – SAN SEBASTIANO DA PO

A sinistra, immagini della mela, a cui nella seconda settimana di settembre è dedicata la “sagra del pom matan” di San Sebastiano da Po con ciclista; in centro, la chiesa dei Santi Cassiano e Sebastiano in frazione Villa; a destra, l’abside e il campanile della chiesa romanica di San Pietro, in frazione Navigliano.

ARTISTI

Bertolo Claudio

Appassionato di street art, ha realizzato numerose opere in San Sebastiano da Po, tra cui la cornice gigante sita al “bric pilin”; il campo di aironi; il recupero artistico di pozzi pubblici, il macinino gigante.

CONTATTI

COMUNE DI SAN SEBASTIANO DA PO
Piazza Sandro Pertini, 1, 10020 San Sebastiano Da Po TO

I COMUNI DI PISTAAA