MORIONDO TORINESE

Moriondo Torinese è un comune di circa 800 abitanti della città metropolitana di Torino.

CENNI STORICI

Il comune è posto in una zona collinare fertile al confine con la regione del Monferrato. Il toponimo, attestato fin dal 1216, è composto dal sostantivo “monte” e dall’aggettivo “rotondo” e allude alla conformazione del rilievo collinare. Le vicende storiche del comune sono legate a quelle generali del Chierese fin dal 1250.

Nel 1418 divenne dominio sabaudo a tutti gli effetti. Nella prima metà del Settecento, avendo Carlotta Delfina Scaravella sposato il marchese di Montaldo, Ignazio Faussone, portò in dote a questa famiglia il feudo di Moriondo e Lovencito. Ai Faussone sono da attribuire le importanti migliorie strutturali apportate al Castello che venne trasformato da fortezza cinta di mura e bastioni a dimora signorile.
Di origine antichissima, il Castello, oggi di proprietà privata, fu fatto costruire a scopo difensivo dal Vescovo Landolfo di Torino tra il 1010 e il 1039. Vi si accede da una torre in mattoni, con coronamento di merli ghibellini, nella quale si apre un arco. A tutt’oggi un accurato lavoro di manutenzione dell’edificio ne conserva intatto tutto il suo fascino. Annesso al maniero vi è un parco ricco di piante d’alto fusto in cui vivono indisturbati i caprioli.
Accanto al Castello sorge la Parrocchiale di San Giovanni Battista del XIX secolo, con facciata in mattoni a vista.
Altri punti di interesse sono:

  • la Cappella della Madonna della Neve, ricostruita nel 1890 sul sito dell’edificio preesistente;
  • la Cappella barocca dei Santi Rocco e Sebastiano, con mattoni a vista, salvo che nella facciata rifatta nel 1907;
  • la Chiesa di San Giovanni Battista Decollato presso il cimitero, la cui costruzione risale al 1600.
    Nei dintorni:
  • La Cappella del Divin Salvatore in mattoni rossi è posta a est del paese, in un’area boschiva assai suggestiva.
  • In frazione Bausone, la Chiesa Parrocchiale di San Grato Vescovo è in stile barocco piemontese;
  • in frazione Lovencito, l’antichissima Chiesa di San Grato ricostruita nel XIV secolo è compresa nell’elenco degli edifici di origine romanica.
  • Ad accogliere chi arriva a Montaldo è un monumento all’agricoltura, in cui sono rappresentati un aratro e un cavallo, che ricorda l’arrivo degli immigrati dal Polesine, che nelle colline del Chierese lavoravano come mezzadri dopo aver dovuto lasciare la loro terra a causa della disastrosa alluvione del 1951.
  • Montaldo è un paese legato all’epoca napoleonica, perché nell’archivio comunale è conservata una copia del Codice Penale napoleonico e il recupero del Pozzo di Napoleone ha fatto conoscere il paese anche all’estero. La storia racconta che, prima della battaglia di Marengo, l’allora Primo Console Napoleone Bonaparte si fermò con le sue truppe in un pianoro nei pressi di Montaldo. La leggenda aggiunge che l’acqua del pozzo fatto scavare da Napoleone per dissetare le truppe fece guarire dalla polmonite alcuni suoi ufficiali gravemente malati.
  • Festa della Musica: a fine giugno, con serate musicali a tema e concerti.
  • Festa di Coj: La sagra del cavolo liscio, in occasione festa patronale, si tiene nella terza domenica di ottobre, con menù interamente a base di cavolo, orchestre e balli.
  • Mercatino di Natale: Si tiene l’8 dicembre.

PRODOTTI TIPICI

Cavolo liscio di Moriondo

CONTATTI

COMUNE DI MORIONDO TORINESE
Piazza Vittorio Veneto, 110020 Moriondo Torinese (TO)

TERZO PARADISO – MORIONDO TORINESE

Il simbolo del terzo paradiso riporta al suo interno: a sinistra il prodotto tipico di Moriondo, il Cavolo Liscio, a cui è dedicata una Sagra la terza domenica di ottobre; a destra, la Bicicletta che permette di spostarsi in autonomia e libertà senza inquinare; al centro, la festa dei campanili, simbolo dei nostri paesi, che si incontrano anche grazie ai percorsi di Pistaaa.

ARTISTI

Giorgio Zola
Pietrasanta (LU) 15/09/1942 – Mombello di Torino (TO) 24/07/2024

Appassionato sin dall’infanzia di pittura e disegno, viene costretto dalla famiglia a seguire degli studi scientifici a scapito delle proprie passioni; diventa quindi autodidatta e non abbandonerà mai l’interesse per l’arte e per la sperimentazione di numerose tecniche, quali: matite colorate, acquarelli, acrilici, tempere e penne biro. Un aspetto importante che lo contraddistingue è anche una vivace curiosità per la Natura: negli ultimi anni, infatti, la sua produzione pittorica si ispira proprio alla vita contadina, rappresentata nelle sue molteplici sfaccettature, ma caratterizzata da una vena di surrealismo.

Moriondo Torinese
Itinerari ciclopedonali di Pistaaa: La Blue Way Piemontese

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