Moncalieri, comune di circa 55.000 abitanti, è conurbato nell’area metropolitana di Torino.
È considerato un comune d’interesse storico-culturale, sia per la presenza del Castello sabaudo, sia per l’antico appellativo di “Città del Proclama” dal nome del celebre documento legato al Risorgimento italiano.
Il comune abbraccia un vasto territorio posto a sud-est di Torino, a cui è simile per gli aspetti geomorfologici: una parte alta collinare ricca di boschi e vegetazione, che comprende anche la sottostante frazione di Revigliasco; una zona medio-bassa collinare, comprendente il centro (o borgo antico), con il Castello reale; una parte pianeggiante e fluviale, attraversata dal fiume Po, con il tratto meridionale del Parco del Po Torinese (“Le Vallere”), alla confluenza del Sangone con il Po

CENNI STORICI

In posizione strategica per l’accesso meridionale di Torino, il primo borgo risale al 1228, fondato da un gruppo di abitanti della più antica Testona (ora una delle frazioni), che cercarono riparo nella parte più alta del territorio, per sfuggire all’assalto dei chieresi. Il Conte Tommaso I di Savoia infatti, aveva appena fatto erigere un primitivo fortilizio, gettando le basi di quel che, nel XV secolo, diventerà il futuro Castello, posto a mezza collina. Il borgo storico si sviluppò rapidamente verso gli inizi del XIV secolo.

Nel 1458, in viaggio per la Germania, vi morì qui di peste Bernardo di Baden Baden, un principe tedesco che, in seguito ad alcuni miracoli, venne beatificato e divenne patrono della città. Fino al XVI secolo Moncalieri controllava un vasto territorio, tra cui gli attuali quartieri torinesi di Lingotto-Nizza-Millefonti, e gli odierni comuni di Nichelino (fino a Stupinigi) e di La Loggia. Moncalieri ospitava inoltre molti ordini religiosi, fra i quali i templari, i frati dell’Ordine carmelitano e i frati cappuccini. Contemporaneamente il Castello acquistò un prestigio politico, come prima dimora della Duchessa Jolanda (moglie di Amedeo IX di Savoia) che, nel 1475, firmò qui un trattato politico con Carlo I di Borgogna, detto “il Temerario” e Galeazzo Sforza. Negli anni successivi, la città conobbe un notevole sviluppo grazie al facile accesso al Po, di cui controllava il ponte strategico, e alla difendibilità, in quanto posta sulla collina. In particolare, Moncalieri risultò strategica contro le offensive della vicina Contea di Asti, che perdurarono almeno fin all’inizio del XVI secolo. Protetto dai Savoia, grazie al Castello, nel corso del XVII secolo Moncalieri si fregiò del titolo di città. Il castello di Moncalieri ospitava nel periodo estivo vari membri della casa reale, tra cui il duca Vittorio Amedeo II, che ivi morì nel 1732.
Negli ultimi tre secoli, Moncalieri ebbe un discreto successo nel mercato della macellazione di carni bovine piemontesi, istituendo la tradizionale fiera del bue grasso, e un Foro boario per il mercato del bestiame, attivo fino agli inizi degli anni novanta; ma la zona continuò a chiamarsi “Borgo Mercato”.
A partire dal XIX secolo, fino alla crisi economica degli inizi del XXI secolo, si svilupparono varie industrie, come la storica fonderia Limone, in particolare nei settori della prototipizzazione dell’auto, del design industriale, dell’editoria e della grafica. A tale sviluppo, si affiancarono la bachicoltura e il tessile, oltre alla tradizionale orticultura con le specialità tipiche moncalieresi del cavolo-piramide e del cavolo-crisantemo. Lungo il XX secolo, in tutto il territorio di Moncalieri sorsero parecchie zone residenziali, soprattutto in alta collina, in frazione Revigliasco.

Monumenti e luoghi di interesse

  • Il Castello è il più noto edificio di Moncalieri. Residenza sabauda a partire già dal XII secolo, fu più volte abbellito e rinforzato per volere dei Savoia nel corso dei secoli, i più importanti dal 1710 al 1775 circa, a opera di Benedetto Alfieri, Francesco Martinez, Baijs, Mosso e Revelli; qui, fu scritta un’importante pagina del Risorgimento italiano, con la firma del Proclama, evento rappresentato anche sulla Porta Navina. Oggi, al suo interno, è presente la Caserma dei Carabinieri Alfredo Serranti. Nella notte tra il 4 e il 5 aprile 2008, un incendio avvolse il torrione sud-est del Castello, causando la perdita di gran parte dell’arredo originario e la distruzione di cinque le stanze. L’originale del Proclama di Moncalieri del 1849 si salvò, essendo conservato all’Archivio di Stato. L’ala distrutta fu ricostruita nel 2010-2011.
  • La maggior parte dei siti di interesse storico-culturale di Moncalieri sono concentrati presso il borgo antico, sviluppatosi attorno alla centralissima e pedonale piazzetta Vittorio Emanuele II (già Piazza Maggiore). La piazzetta offre l’accesso settentrionale al Palazzo Comunale, opera dell’architetto Enrico Mottura del 1888, edificato sul preesistente palazzo del 1778, proprietà dei nobili astigiani Duc – o Ducco. Sulla Piazzetta si affacciano anche, con eleganti porticati, i nobili palazzi dei Duc, dei Grana, dei Vassallo da Dogliani e dei Provana, donandole un suggestivo aspetto medievale.
  • Chiesa di Santa Maria della Scala, situata a nord-est della Piazzetta Vittorio Emanuele II, di fianco al Palazzo Comunale. La facciata fu costruita in stile gotico all’inizio del XIV secolo. Dal 1458 conserva le spoglie del patrono, il beato Bernardo di Baden Baden. La chiesa fu poi rimaneggiata nel XIX secolo, con l’aggiunta del rosone e della balaustra.
  • Chiesa di San Francesco, sul lato opposto a Santa Maria della Scala, in Piazzetta Vittorio Emanuele II, con l’austera facciata in cotto, opera di Filippo Castelli (1787), di scuola juvarriana. L’attuale chiesa, sostituisce quella gotica precedente, la cui architettura viene ricordata con la forma appuntita del campanile.
  • Real Collegio Carlo Alberto. Il retro orientale della Chiesa di San Francesco si collega, con un sovrappasso ad arco, sopra la strettissima via del Real Collegio, che dà a sua volta accesso alla omonima struttura educativa voluta dal Re Carlo Alberto di Savoia nel 1840. La primitiva struttura era un convento dei frati cappuccini del XII secolo, ampliata poi a più riprese, dagli inizi del XVIII secolo al 1858. La torretta del Real Collegio ospita lo storico osservatorio meteorologico, istituito nel 1859; ristrutturato negli anni novanta grazie al contributo del meteorologo italiano Luca Mercalli con l’aiuto della Compagnia di San Paolo, fornisce ancora importanti dati meteorologici sulla città metropolitana di Torino.
    Conserva inoltre alcuni reperti storici, come la serie storica di temperature, rilevata fin dal 1859, molti strumenti meteorologici e astronomici del passato. Notevole anche la biblioteca storica dove si trovano libri di fisica dell’atmosfera e bollettini meteorologici risalenti all’Ottocento, scritti in lingua francese, tedesca, inglese e italiana.
  • Chiesa del Gesù, sempre sulla via del Real Collegio, angolo via Carlo Alberto. La chiesa della “Confraternita del Santissimo Nome di Gesù”, fu edificata nel 1619, in stile barocco.
  • Porta Navina (o Arco di Borgo Navile)
  • È il monumento storico più importante di Moncalieri dopo il Castello. Anticamente, questo ingresso fu chiamato Navina o Navile poiché da qui partivano le imbarcazioni per attraversare il Po. Dal porticciolo, si accedeva alla porta medioevale (originariamente detta Mediolanensis), da cui si raggiungeva il lato occidentale del borgo antico. Gli altri varchi di accesso, oggi inesistenti, erano chiamati Rivigliasca (verso la collina), Taurinensis (attuale Borgo San Pietro) e Piacentina (Santa Croce).
  • Santa Maria di Borgata Testona, di origine molto antica, voluta nel 1030 dal vescovo Landolfo, in stile romanico. Poco distante, il Castelvecchio, fortezza edificata nello stesso periodo, poi rinforzata nel XV secolo.
  • Castello di Revigliasco, nell’antica frazione collinare indipendente da Moncalieri fino al 1928; risale al secolo XI e fu più volte rimaneggiato. È situato in via Beria, nome degli ultimi Conti proprietari della struttura fino al 1950. Ad esso, è annessa la Chiesa di San Martino di stile barocco fiorentino (1620).
    Castello de La Rotta, in località omonima, quasi ai confini con Villastellone, è noto per le storiche leggende sulla presunta presenza di fantasmi.
    Abbazia di Santa Maria di Carpice, edificio ex-monastico sito in strada Carpice 10. È’ oggi presente nella lista del FAI – Fondo per l’Ambiente italiano come luogo italiano da non dimenticare e nell’elenco del Ministero della cultura quale bene abbandonato da tutelare.
  • La zona collinare moncalierese, grazie all’esposizione verso sud ed al clima favorevole alla coltivazione soprattutto di vigneti, fu un importante luogo di villeggiatura per la nobiltà e per l’alta borghesia piemontese fin dal seicento quanto le vecchie cascine contadine divennero vere e proprie tenute con annesse ville di importante valore storico e artistico.
  • villa Barolo Silvio Pellico: illustre villa fatta costruire dalla famiglia Falletti di Barolo in tipico barocco piemontese. È famosa per aver ospitato il poeta Silvio Pellico e per avere un magnifico giardino progettato dall’architetto Russell Page.
  • villa Major: imponente villa, oggi annessa ad un edificio religioso costruito negli anni sessanta
    villa Treves-Cravotto detta “la Majolica”, un’elegante villa di chiara influenza juvarriana, fatta costruire dalla famiglia Rossetti proprietaria della Fabbrica della Majolica torinese.
  • villa Mirafiori: la villa venne donata da Vittorio Emanuele II alla sua amante Rosa Vercellana, conosciuta come “Bela Rosin”, poi divenuta contessa di Mirafiori e di Fontanafredda.
  • villa Dellachà: ex convento dei Cappuccini, l’edificio fu acquistato verso il 1870 dall’industriale e filantropo Ambrogio Dellachà, che ne fece una sontuosa villa sopra la sua imponente fabbrica di fiammiferi. Rimase proprietà della famiglia Della Chà sino al 1987.
  • Si segnalano inoltre:
  • la Biblioteca civica Antonio Arduino, soggetto capofila del progetto SBAM (sistema interbibliotecario area metropolitana), con l’obiettivo di creare rapporti di scambio tra le biblioteche dell’area metropolitana torinese. Fondata nel 1914 dalla maestra Erminia Arduino e dal 1995 situata nell’ex fabbrica di fiammiferi SAFFA, possiede oggi un patrimonio di 14300 fra volumi ed opuscoli.
  • La Biblioteca Civica di Revigliasco Torinese
  • La già citata Biblioteca del Real Collegio Carlo Alberto, fondata nel 1840.
  • La Biblioteca Europea di Cultura “Victor Del Litto” di storia della civiltà comparata e cultura del viaggio, fondata nel 1979.
  • Il Museo dij Subièt, che raccoglie circa 1500 fischietti
  • Il Teatro Matteotti, gestito dal comune
  • Il Teatro Fonderie Limone, gestito dal Teatro Stabile di Torino
  • Il centro abitato è attraversato dal 45º parallelo, la linea equidistante fra il Polo nord e l’Equatore.
    Moncalieri viene citata nella canzone L’operaio della FIAT «la 1100» dal cantautore calabrese Rino Gaetano, contenuta nel suo primo album Ingresso libero del 1974.
  • La città è anche oggetto della canzone popolare torinese “Spunta il sol” (conosciuta anche come “La luna ‘d Moncalè”)
  • In Strada Santa Brigida, all’incrocio di tre strade, esiste un masso erratico denominato “Roc di Santa Brigida” che la credenza popolare ritiene essere una pietra di fecondità per le donne che non riescono ad avere figli: una targa turistica sul posto spiega l’origine della leggenda.
  • Un vecchio detto popolare recita: “Da Türìn a Muncalé la lingera la và a pé” (Da Torino a Moncalieri il vagabondo va a piedi) per indicare la vicinanza della città al capoluogo piemontese.
  • A Moncalieri sono collocate due centrali elettriche gestite da IREN Energia: una idroelettrica e l’altra termoelettrica, quest’ultima dotata di un impianto di cogenerazione che, oltre a produrre elettricità, fornisce calore alla rete di teleriscaldamento dell’area metropolitana torinese.
  • La terza domenica di ottobre si svolge la Fera dij subjet, la festa dei fischietti, istituita nel 1286 da Amedeo V di Savoia per il suo popolo, che doveva acclamarlo attraverso dei fischietti. Durante il Medioevo fu addirittura regolarizzata l’esenzione temporanea delle gabelle durante i festeggiamenti, compreso l’antico pedaggio per il passaggio sul ponte del Po, In occasione della fiera si può assaggiare l’eccellente trippa di bovino che viene cucinata in grandi quantità nella piazza centrale della città.
  • Ogni prima domenica del mese, nel borgo antico e Navile, ha sede il mercatino di antiquariato all’aperto
  • Negli ultimi anni, sempre in borgo antico, avvengono varie fiere e manifestazioni musicali all’aperto, una per tutte il Jazz Festival di novembre

Moncalieri
Itinerari ciclopedonali di Pistaaa: La Blue Way Piemontese

Parco fluviale del Po

TERZO PARADISO – MONCALIERI

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