CASTAGNETO PO
In fase di realizzazione


Castagneto (Castagneto Po dal 1913) , comune della città metropolitana di Torino di poco meno di 2.000 abitanti, è situato a circa 25 chilometri a nord-est del capoluogo, ad un’altitudine variabile tra i 180 e i 583 m slm (punto più alto è Bric del Vaj, all’interno della Riserva naturale speciale del Bosco del Vaj caratterizzata dalla presenza – ormai rara nella collina torinese – di faggeti ad una quota inferiore ai 600 metri di altitudine).
CENNI STORICI
Scrive il Casalis: “I paesi che non hanno altro nome, fuorché quello tratto da’ boschi, sono riguardati come dei più antichi.” e in effetti alcuni ritrovamenti archeologici testimonierebbero la presenza romana nell’attuale frazione di San Genesio, nota da tempo immemorabile per la sua sorgente di acqua termale. Tuttavia, la prima documentazione di Castagneto risale al 1014, citata in un diploma dell’imperatore Enrico II a favore dell’abbazia di San Michele della Chiusa. Nel 1019 Ottone Guglielmo, conte di Borgogna dona il villaggio all’abbazia di Fruttuaria.
La presenza di una non trascurabile popolazione locale verrebbe suggerita sia dall’antica pieve di San Pietro Apostolo, sia dalla chiesa parrocchiale romanica di San Genesio, fatta edificare nell’XI secolo dai monaci della Fruttuaria in luogo d’una precedente cappella e dove essi probabilmente istituirono un hospitium per i pellegrini diretti dalla Francia a Roma.
Quando nel 1431 Chivasso venne conquistata dai Savoia, Castagneto rimase sotto i Paleologi, ma si trovò improvvisamente ad essere strategico centro limitrofo alla capitale a periferica località di frontiera.
Le vicende di Castagneto rimasero legate alle sorti del Monferrato anche dopo la sua devoluzione ai Gonzaga (1536) e sino al Trattato di Cherasco del 1631 col quale ne venne sancito il definitivo passaggio ai Savoia.
Stante la sua plurisecolare posizione strategica, nell’inverno del 1704 si attestò tra Castagneto e Chivasso la linea difensiva contro l’avanzata dell’esercito francese che intendeva porre sotto assedio Torino.
Tra i monumenti e i luoghi di interesse, si segnalano:
Chiesa di S. Pietro, profondamente rinnovata agli inizi del 1800
Chiesa di San Genesio, fondata e costruita tra il 1019 ed il 1150 dall’abbazia di Fruttuaria, sul luogo di una preesistente cappella. Dell’edificio romanico originario dell’XI-XII secolo restano l’abside centrale, la piccola abside a nord con la sua cripta e il poderoso campanile a pianta quadrata, con monofore, bifore e trifore decorate e spartito da cornici di archetti pensili monolitici in sette ordini. La chiesa attuale è il risultato di un rifacimento neoromanico completato nel 1912 ad opera dell’ingegner Ceriana, che ampliò le dimensioni della chiesa originaria rifacendone la facciata e le pareti laterali.
Regio Fonte di San Genesio, ubicato nei pressi della sopra citata chiesa; si tratta di un piccolo edificio dentro il quale è racchiusa una sorgente di acqua sulfurea, considerata miracolosa sin dai tempi antichi.
Il Castello, conosciuto anche come Villa Ceriana, è documentato dal 1019 e venne fatto riedificare nel 1740 dai conti Trabucco. Acquistato nel 1859 dal banchiere valenzano Vincenzo Ceriana, il cui figlio, l’architetto Arturo, lo abbellì aggiungendovi una galleria in stile cinquecentesco, decorata con marmi e pietre fini scolpite. Due grandi artisti operanti in Piemonte, Francesco Gonin e Costantino Sereno, si occuparono inoltre della decorazione di alcune sale. Nel 1952 fu acquistato dall’ingegnere, imprenditore e compositore Alberto Bruni Tedeschi; dopo vari passaggi di proprietà, nel novembre 2018, fu donato alla Croce Rossa Italiana.
Villa Cimena, prima proprietà dei Turinetti di Priero, poi dei conti Thaon di Revel; domina la piana del Po con la sua facciata palladiana incorniciata dal parco e dal bosco.
Villa Poma, distrutta da un incendio nei primi anni del Novecento, fu ricostruita tra le due guerre dotandola di un’alta torretta secondo lo stile tipico del tempo.
La citata Riserva naturale speciale del Bosco del Vaj, sede dell’Ente di gestione delle aree protette del Po e della collina torinese che gestisce la riserva naturale speciale del Bosco del Vaj -71,50 ha – e il parco naturale della Collina di Superga -745,85 ha.
Si narra che San Genesio di Arles, recandosi in pellegrinaggio dalla Francia a Roma, passò per Castagneto ove tenne a battesimo il figlio di un falegname; rientrando in patria, ripassò per il medesimo luogo incontrando il figlioccio oramai cresciuto: gli regalò il tappo della propria fiaschetta, il quale era d’oro e stuzzicò così le avide fantasie di alcuni malandrini. Essi tesero un agguato al Santo credendo di racimolare chissà che bottino: lo uccisero, ma si ritrovarono a mani vuote e ne seppellirono il corpo sul luogo del delitto.
Tempo dopo, alcuni devoti al Santo vennero dalla Francia per recuperarne la salma: la levarono dalla sepoltura, lasciandovene però un dito poi conservato in una teca della chiesa a lui dedicata. Rimosso il corpo, iniziarono a zampillare tre sorgenti, rispettivamente di latte, di olio e di zolfo. Finché i terrazzani le usarono per i loro bisogni, il Santo lasciò fare, ma quando essi ne fecero commercio per arricchirsi, allora egli le confuse tutt’e tre e da lì nacque la caratteristica acqua lisciviale, con odor di zolfo e dal color biancastro che sgorga in questo luogo.
Nella realtà storica San Genesio morì ai tempi di Diocleziano sulle rive del Rodano per ben altri motivi.
Nel municipio ha sede la biblioteca intitolata a Nelson Mandela, gestita dall’associazione “Amici della Lettura”.
PRODOTTI TIPICI
TERZO PARADISO – CASTAGNETO PO

Ho immaginato un simbolo per la Pistaaa di Castagneto Po, immediato da riconoscere e al tempo stesso capace di evocare significati più ampi. Il tracciato, ispirato al Terzo Paradiso, diventa la metafora del cammino senza fine dell’essere umano, che dall’artificiale ritorna alla natura, ritrovando un punto d’incontro nei luoghi speciali come Castagneto Po. Il ciclista incarna l’essenza della Pistaaa: chi pedala non percorre soltanto una strada, ma vive un’esperienza di scoperta, attraversando paesaggi, comunità e memorie, in un equilibrio tra mobilità sostenibile e identità locale. Il blu richiama il fluire del Po, la sua forza vitale e la continuità del tempo; il verde evoca la collina, la natura rigenerante e la speranza di futuro. Insieme costruiscono un percorso che invita a rallentare, osservare e riconnettersi con l’ambiente circostante. “Il percorso continuo” è dunque un invito a vivere Castagneto Po attraverso la bicicletta, come gesto semplice e potente che unisce uomo e natura, tradizione e contemporaneità, in un movimento circolare che non si esaurisce mai.
ARTISTI

SYCHEVA MARINA NIKOLAEVNA
Mi chiamo Marina Sycheva e sono architetto, designer e artista. La mia passione per l’arte, in particolare per il collage analogico e digitale, si intreccia con la mia formazione architettonica, dando vita a opere che raccontano storie e dialogano con lo spazio. Amo creare progetti e lavori artistici in cui estetica e funzionalità si incontrano, sempre con uno stile minimalista e essenziale, capace di valorizzare la vita reale, la natura e liberarsi del superfluo. Per me, architettura e arte sono due lati della stessa espressione, strumenti attraverso cui trasformare l’ordinario in esperienze visive e sensoriali uniche.
Contatti: m.sycheva@gmail.com
