CARMAGNOLA


Carmagnola è un comune di circa 28.000 abitanti della città metropolitana di Torino, situato a circa 30 chilometri a sud del capoluogo. Nel suo territorio si contano numerosi borghi.
Carmagnola si trova sulla destra del Po, in cui si immettono il torrente Meletta (che scorre a sud della cittadina) e il rio Stellone, un affluente del Banna.
Il territorio è ricco di spazi verdi, come il Bosco del Gerbasso, il parco Cascina Vigna (dove tra l’altro ha sede il locale Museo civico di storia naturale) e la Riserva Naturale Speciale istituita nei pressi della Lanca di San Michele, detta anche localmente “Po morto”, un alveo fluviale che nel corso della sua evoluzione viene abbandonato dal corso del Po che si sposta verso un nuovo letto di scorrimento.
La Riserva è popolata da una grande varietà di esemplari – anche rari – di flora e fauna (voltili come il tuffetto, l’anatra marzaiola, il germano reale, la folaga, la gallinella e il martin pescatore.
Il carattere sabbioso del suolo rendeva la piana di Carmagnola poco adatta alla coltivazione del frumento, ma molto adatta a una coltivazione che costituì la ricchezza della località: la canapa. Nei secoli scorsi e fino all’affermarsi delle tecnofibre la canapa era indispensabile per la marina (vele e soprattutto gomene). Carmagnola diventò il centro non solo di coltivazione, ma anche delle fasi di lavorazione e commercio verso la Liguria e la Francia.
CENNI STORICI
Il primo nucleo della città, conosciuto come “contrada Gardexana”, nacque come “casaforte” in un sito paludoso, attorno al quale già dall’anno 1000 si sono attestati i primi abitanti, raccolti nei borghi di San Giovanni in regione Zucchea, Santa Maria di Viurso ad ovest, Santa Maria di Moneta ad est, Salsasio. Furono probabilmente le scorrerie saracene tra XI e XII secolo a spingere parte dei borghigiani a cercare rifugio nella palude, creando il centro che nel XIV secolo verrà cinto da mura.
Carmagnola viene nominata la prima volta nel 1034 in un atto nel quale l’abate dell’Abbazia di Nonantola nel Modenese cede a Bosone e Guidone figli del marchese Arduino d’Ivrea la signoria di 40 castelli. La prima famiglia che costruì la città era chiamata Aloa.
Alla morte dell’ultima arduinica Adelaide di Susa (1091), la signoria della città fu divisa fra i Romagnano, i Conti di Lomello (legati agli Arduino d’Ivrea), i Marchesi del Vasto e infine nel 1200 i Marchesi di Saluzzo di discendenza Aleramica. Nel 1203 i rappresentanti di alcune famiglie tra cui i Carmagnola, ottennero le prime franchigie giurisdizionali. Nel 1309 venne istituito il primo consiglio comunale cittadino. Attorno al 1382 nacque nei pressi della città il celebre Francesco Bussone, detto “Il Carmagnola” (o impropriamente “Il conte di Carmagnola”), celebre condottiero del tardo medioevo, che sarà cantato anche da Alessandro Manzoni nella sua celebre tragedia.
Dal 1486 al 1490 Carmagnola fu governata dal duca Carlo I di Savoia per poi tornare sotto i marchesi di Saluzzo. Tra il XV e il XVI secolo la zecca dei marchesi di Saluzzo a Carmagnola coniò diverse monete, oggi molto ricercate dai collezionisti.
Nel 1544 la Battaglia di Ceresole, vinta dai francesi sugli spagnoli, segnò la fine del marchesato di Saluzzo. Dopo un quarantennio di reggenza francese, nel 1588 Carmagnola passò nelle mani dei Savoia, poi nuovamente dei francesi nel corso del Seicento. A metà del secolo, quando ancora non si erano sopiti gli effetti nefasti della peste del 1630, vennero distrutti i tre grossi borghi originari e riedificati a un miglio circa di distanza dal centro fortificato, dove si trovano tutt’oggi.
Nel 1690 la città fu occupata dal generale francese Catinat e il suo territorio venne completamente devastato. Nel 1691 Vittorio Amedeo II di Savoia riportò la città definitivamente entro l’orbita sabauda, ma essa aveva ormai perso la propria plurisecolare vocazione militare e il proprio ruolo difensivo dell’area, per cui si iniziò la demolizione dei bastioni e delle mura cittadine per favorirne l’ingrandimento e lo sviluppo, che difatti avvenne nel corso del secolo successivo.
Carmagnola subì una seconda e più cruenta devastazione il 13 maggio 1799, quando i francesi repubblicani saccheggiarono e incendiarono il borgo Salsasio, i cui paesani furono dispersi o massacrati.
Demolita la cinta muraria medievale, venuto meno il ruolo strategico-militare, Carmagnola sviluppò la sua vocazione agricola e commerciale, che le valse una notevole rinomanza in campo economico, legata principalmente alla coltura e alla commercializzazione della canapa e dei manufatti di tela e cordami.
Dagli anni ’60 del ‘900 la costruzione di stabilimenti industriali portò ad un notevole aumento demografico e ad una forte immigrazione dalle regioni meridionali.
Tra gli edifici di interesse, si segnalano:
la chiesa di S. Agostino, edificata tra il 1406 ed il 1437; conserva ancora oggi dei caratteri spiccatamente gotici come l’abside, il transetto est e il campanile appuntito e slanciato. Una grande immagine di Sant’Agostino affiancata allo stemma della città fu aggiunta nel 1567.
La cinquecentesca chiesa collegiata dei Santi Pietro e Paolo
l’Abbazia di Casanova (più propriamente Abbazia di Santa Maria di Casanova) è l’architettura religiosa di ordine regolare di maggior rilievo nella città di Carmagnola, per quanto sia posta in posizione isolata rispetto al nucleo dell’abitato. Sin dal XII secolo fu sede di un istituto di culto cistercense. Durante il XVIII secolo, l’abbazia divenne anche residenza sabauda.
la chiesa di San Rocco a Carmagnola in stile tardo barocco, uno degli esempi architettonici più riusciti del periodo in Piemonte, con un’insolita, grande cupola.
La chiesa della Santissima Trinità e di San Filippo Neri in stile barocco piemontese con facciata in mattoni a vista e decorazioni in cotto, largamente elaborate. Nel 1863 la chiesa e il vicino castello vennero abbandonati dai padri Filippini e il complesso venne venduto all’amministrazione comunale di Carmagnola. La chiesa, sconsacrata, è attualmente utilizzata per manifestazioni culturali e mostre.
La sinagoga, l’ultimo monumento rimasto a testimonianza del ghetto ebraico presente un tempo all’interno della città.
Il Castello di Carmagnola, edificato nel XIII secolo, successivamente distrutto in parte dagli spagnoli, ricostruito nuovamente dai francesi a metà del Cinquecento, è attualmente sede dell’amministrazione comunale.
L’Ospedale San Lorenzo
Palazzo Lomellini venne edificato attorno alla metà del XV secolo, ma ha subito pesanti rimaneggiamenti nel XVIII secolo che comunque non hanno potuto cancellare integralmente i segni di finestrelle gotiche e monofore con cornici in cotto che si trovavano nella parte superiore del palazzo e che oggi sono in gran parte murate. Attualmente è sede del Museo di Arte Contemporanea.
Casa Cavassa, palazzina nobiliare risalente al XV secolo, presenta un ricco apparato decorativo ed ornamentale, con una facciata riccamente affrescata a “grisaille” di cui però oggi rimangono solo degli accenni tra cui un curiosissimo “Corteo degli elefanti”, recentemente restaurato.
Casa delle Meridiane (o casa Piano), un palazzo signorile edificato nel centro della città di Carmagnola nella prima metà del Cinquecento e appartenuto sempre alla ricca famiglia dei Cavassa. Il nome caratteristico con cui è maggiormente nota è dovuto allo straordinario complesso di affreschi ancora oggi presente e realizzati negli anni 1555-57, che rappresenta diversi quadranti solari e meridiane perfettamente funzionanti.
Museo Civico di Storia Naturale, situato nel parco comunale della Cascina Vigna è uno dei più interessanti e attivi nel campo della ricerca naturalistica di tutta la regione Piemonte.
Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa
In occasione della 61ª sagra del peperone, il 5 settembre 2010, Carmagnola è entrata a far parte del Guinness dei Primati per la peperonata più grande del mondo, 1.190 kg.
Il Ministero delle Politiche agricole, d’intesa con la regione Piemonte, ha riconosciuto per la zona di Carmagnola lo status di prodotti agroalimentari tradizionali al peperone, al porro dolce lungo e al coniglio grigio di Carmagnola, di cui viene utilizzato il pelo per la fabbricazione tradizionale del cappello di pregio, prodotto artigianalmente soprattutto nella non lontana Alessandria.
- Fiera nazionale del peperone – Peperò (Sagra fino all’edizione del 2016). Si svolge annualmente tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre; è una manifestazione eno-gastronomica della durata di dieci giorni e dedicata al prodotto tipico di Carmagnola.
- Mercantico: si svolge la seconda domenica di ogni mese (eccetto agosto). È un mercato del piccolo antiquariato, anticaglie, robivecchi
- Ortoflora e natura: manifestazione annuale dedicata al giardinaggio e all’orticoltura che si tiene nei primi giorni di aprile (week-end) nel parco comunale Cascina Vigna.
- Fiera di primavera: si svolge annualmente, nel mese di marzo, ed è una fiera dedicata al commercio agricolo e non, ricca di bancarelle e manifestazioni collaterali, tra cui la Mostra provinciale dei bovini di razza piemontese
- Festa nazionale del Nonno: si svolge annualmente dal 2003 nella metà del mese di settembre, all’interno del parco “Cascina Vigna”.
- Tra le altre manifestazioni: “Carmagnola Jazz Festival”, “Carmagnola Città d’Arte e Cultura”, “Concorso ornitologico nazionale”, “Fiera regionale del bovino da carne”
TERZO PARADISO – CARMAGNOLA
In fase di allestimento
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