LA VIA DEI PANORAMI
Chieri – Riva presso Chieri – Buttigliera d’Asti – Moriondo Torinese – Mombello di Torino – Sciolze – Marentino – Arignano

ricarica per bici Arignano- Foto Filippo Marmo

Pavarolo - Foto: Antonella Bartolotta
Vista dall’alto sulle colline del Chierese
L’itinerario ciclopedonale è chiamato “La via dei panorami” perché lungo il suo tracciato si incontrano ben 17 punti panoramici, cui se ne aggiungono altri 14 nelle vicinanze del suo sviluppo. L’itinerario ad anello parte dalla stazione ferroviaria di Chieri, famosa per i suoi grissini Rubatà, per la focaccia e per il vino Freisa. A Chieri meritano una visita il Duomo, una delle costruzioni più antiche e interessanti della città, uno dei maggiori esempi dello stile gotico piemontese; l’Arco di Trionfo, una delle costruzioni più conosciute e apprezzate della città eretto in onore della corte sabauda e ornato da un orologio meccanico; le chiese di San Leonardo, di San Domenico e quelle in stile barocco dedicate a San Filippo Neri, San Bernardino, di Sant’Antonio e di San Giorgio. È poi interessante visitare il Museo del Tessile, Da Chieri ci si dirige verso Arignano.
Lungo il percorso si incontra il primo punto panoramico, Tetti Gianchino, affacciato su campi e distese di vigne. Di qui si sale dolcemente verso Arignano, dominata dalla celebre Rocca, costruzione gotica e oggi trasformata in castello albergo. Proseguendo verso Marentino si incontrano altri tre punti panoramici e poi si scende verso il Lago di Arignano, il più grande specchio d’acqua di tutta la Collina Torinese, realizzato intorno al 1830 per irrigare i campi circostanti e oggi importante oasi naturalistica popolata da oche, germani reali, svassi, cormorani, poiane, tuffetti e garzette. Proseguendo oltre si sale a Marentino, altro punto panoramico, cittadina già esistente in epoca romana che oggi è famosa per il miele, per i murales che decorano le pareti esterne degli edifici sotto forma di rebus e per Casa Zuccala, che merita assolutamente una visita. Casa Zuccala è una dimora storica del XVII secolo recuperata nell’architettura e negli arredi, con pavimenti e soffitti in legno, mobili, dipinti, suppellettili e attrezzature originali che testimoniano un esempio di “vigna”, o dimora borghese, rispetto alle residenze aristocratiche. A questo si aggiungono gli splendidi Giardini delle erbe aromatiche, 7000 metri quadrati che ospitano oltre 1000 piante aromatiche. Il percorso di visita guidata di circa 800 metri consente di osservare tra gli altri innumerevoli varietà di mente, agrumi, salvie, basilici, rosmarini e molto altro ancora. Proseguendo verso Sciolze si incontra la Chiesa di Santa Maria dei Morti, del XII secolo oggi chiusa al pubblico, e da qui piegando verso destra si arriva al punto panoramico di Avuglione, antico borgo che con Vernone forma il paese di Marentino. Proseguendo verso Sciolze si incontrano ben 3 punti panoramici: Tetti Castagno, Trinità e Bric Bianco, dove potersi riposare lasciando corre lo sguardo sulla natura e sui boschi circostanti. Prima di entrare in Sciolze si devia verso sinistra e si giunge alla Cappella di Santa Lucia, posta sul Colle Fagnour, punto più alto del paese e di tutto il percorso con i suoi 454 metri. Da qui si possono ammirare alcune tra le più alte vette alpine come il Monte Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso, il Rocciamelone e il Monviso. Entrando in Sciolze, su cui svetta il Castello di S. Severino, roccaforte di origine medioevale di cui non rimangono che alcuni resti delle mura, si prosegue costeggiando la Parrocchiale di San Giovanni Battista, chiesa del 1400 che ospita un altare maggiore in pietra di Gassino, quattro statue lignee policrome del XVIII secolo e un quadro del Battesimo di Gesù di Enrico Gamba, per poi proseguire dirigendosi verso Mombello. Siamo qui circa a metà dell’itinerario. Superato il punto panoramico Bric San Michele si scende dolcemente verso Barbaso, punto panoramico n. 13. Proseguendo, si incontra la chiesa di San Lorenzo, che sorge isolata alla sommità di un colle a 364 metri e si presenta come un’unica aula rettangolare lunga 4,9 metri e larga 4,15 all’interno e abside semicircolare di raggio interno di 1,9 metri. Altri due punti panoramici ci portano a Mombello di Torino, nel cui centro storico spicca la Parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista, affiancata dall’alto campanile con orologio. Il centro storico è composto da case contadine che hanno mantenuto la loro fisionomia originale, abbellite dai tralci di vite a pergola e da alcune dimore gentilizie recentemente restaurate. Usciti dal paese, dopo aver incontrato l’ennesimo punto panoramico, quello delle Rocchette, si discende verso Moriondo Torinese, la patria del cavolo a foglie lisce cui è dedicato una sagra autunnale, dove una tappa è d’obbligo presso il Castello, oggi di proprietà privata. Vi si accede da una torre in mattoni nella quale si apre un arco. Nel suo parco, ricco di piante d’alto fusto, scorrazzano felici i caprioli. Accanto al Castello sorge la Parrocchiale di San Giovanni Battista. Attraverso un continuo, dolce saliscendi su strade bianche che corrono lungo le vigne da cui si ricava tra gli altri il Collina Torinese Malvasia, si arriva alle porte di Buttigliera d’Asti. Qui ciò che salta subito all’occhio è l’imponente campanile che, con i suoi 63 metri, è il più alto del Monferrato. Vale la pena una visita alla chiesa romanica di San Martino dove, sui muri esterni, sono visibili svariati graffiti, incisi fra il XVI e il XIX secolo, che ricordano i defunti e alcuni eventi storici che coinvolsero la comunità buttiglierese. Altri punti di interesse sono la Parrocchiale di San Biagio, la Chiesa della Confraternita di San Michele e il Palazzo dei Conti Frejilino di Buttigliera, che nel XVIII secolo vantava un orto botanico tra i più importanti del Piemonte. Per quanto riguarda la tavola, Buttigliera è famosa per le frittelle di sambuco e la torta di cardi. Proseguendo nell’itinerario verso Riva presso Chieri vale la pena di fare una deviazione per visitare il Santuario Madonna della Fontana. La chiesa deve la sua costruzione, nei pressi di una fontana miracolosa, a un voto fatto nell’anno 1630 dal municipio di Riva in occasione della devastante epidemia di peste, Nel 1661 l’edificio venne abbattuto e fu edificata una nuova chiesa ad una navata mentre l’attuale santuario risale al secolo dopo, venne infatti costruita nel 1777 dall’architetto Luigi Michele Barberis, allievo del Vittone. A Riva presso Chieri spicca la Torre Astense, così chiamata perché rivolta verso Asti, che costituiva uno degli accessi alla città e che oggi si affaccia sulla via principale di Riva. Altri luoghi da visitare sono la Cappella di Sant’Albano, santo protettore della cittadina, e Il Museo Civico del Paesaggio Sonoro, che consente di rivivere, in un’atmosfera coinvolgente, i suoni, i rumori e le melodie che hanno caratterizzato il paesaggio locale, dalla cultura contadina sino alla contemporaneità. Da Riva una strada che corre in mezzo ai campi riporta al punto di partenza dell’itinerario, Chieri.
Curiosità di Chieri
I blue jeans sono nati a Chieri. Non tutti sanno che proprio lei sarebbe la città che ha dato i natali al blue jeans: infatti già nel XV secolo si produceva un tipo di fustagno di colore blu che veniva esportato attraverso il porto di Genova ed era usato per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto. Il nome inglese deriverebbe, secondo alcuni, dal termine blue de Genes, ovvero blu di Genova.
Curiosità di Arignano
La storia del Castello di Arignano è ricca di leggende. Tra le tante, la fanciulla strangolata dal marito per gelosia che ancor oggi si dice si si affacci dalla finestra più alta del castello o si aggiri vestita di bianco per le strade del paese e la presenza di un tesoro nascosto, spicca quella che ha come protagonista Cagliostro, il celebre alchimista che si dice abbia prodotto proprio qui la formula per realizzare la pietra filosofale capace di trasformare ogni metallo in oro, che sarebbe ancor oggi nascosta nel dedalo di tunnel sotterranei.
Curiosità di Marentino
A Marentino si trova la Villa di Monplaisir, risalente al XVII secolo e in passato di proprietà della famiglia Rossi di Montelera, diventata poi sede di uno dei più importanti centri di formazione della Fiat he qui ha istruito centinaia di quadri e dirigenti e luogo particolarmente amato da Gianni Agnelli, abbandonata da molti anni e oggi in via di recupero.
Curiosità di Sciolze
Una volta, in Piemonte, si usava dire: Va a Siosse! ossia Va’ a Sciolze! per mandare al diavolo una persona. Il significato di questa imprecazione, ormai in disuso, derivava probabilmente dal fatto che in passato al castello di Sciolze venivano eseguite sentenze capitali. Secondo un’altra ipotesi il riferimento era alla distanza da Torino e alla difficoltà delle strade, impervie e caratterizzate da forti dislivelli.
La cappella di Santa Lucia è sicuramente la prima chiesa sorta sul territorio di Sciolze. Nacque con annesso il cimitero ed il romitorio del paese, dove viveva l’eremita di Sciolze che, secondo la tradizione popolare, già qui viveva attorno all’anno mille. A lui viene attribuita la diffusione della fede cristiana tra la popolazione locale.
Curiosità di Mombello
L’origine del toponimo Mombello è individuabile in “monte bello”, documentato fin dal XII secolo. Anticamente era indicato come Monte della Frasca, come attesta il diploma dell’imperatore Federico I Barbarossa, con cui si sanciva il possesso del luogo al Marchese del Monferrato (1164).
Curiosità di Moriondo
Il castello di Moriondo è stato di proprietà dell’industriale Virginio Bruni Tedeschi, nonno dell’ex top model Carla Bruni, che fu anche sindaco del comune per quasi un trentennio, dal 1946 al 1974.
Curiosità di Buttigliera
Apparentemente il nome di Buttigliera deriva da bottiglia e infatti uno storico piemontese del passato, Carlo Denina, scrisse nel 1805 che «Buttigliera, borgo a nord di Villanova, è rinomata per i suoi vini. Il nome che porta non può venire che da bottiglia, diminutivo di botte».
I moderni studiosi di toponomastica però hanno dato una versione diversa, partendo dalla più antica forma documentata, Butiglaria (1269). In realtà il termine deriva dal latino medioevale buticlaria, a sua volta da butticularia, forma composta da buttìcula e dal suffisso aggettivale -aria. Perciò in origine, cioè all’epoca altomedioevale, doveva esserci una terra butticularia, ossia una terra contrassegnata da butticule, che erano pietre infisse nel terreno, vagamente simili a piccole botti, usate come segni di confini.
Curiosità di Riva presso Chieri
Il patrono di Riva presso Chieri è Sant’Albano. La leggenda narra di un contadino che stava procedendo lungo la strada con il suo carro, pieno di covoni, trainato da buoi. La strada era molto pesante perché aveva piovuto a lungo, e il carro sprofondava nel fango. Il contadino tentò inutilmente di spostare il carro, imprecando e ingiuriando il Signore, Le sue bestemmie furono placate da Sant’Albano, il quale passando di lì gli disse di staccare i buoi ormai stanchi e di attaccare al giogo i cani che lo seguivano. I cani riuscirono a spostare il carro, e alla vista di quel prodigio il contadino si inginocchiò davanti al Santo, trasformando le proprie ingiurie in preghiere.
Video
INFORMAZIONI SUL PERCORSO
4:19 ore
59 Km
630 m
630 m
- Difficoltà: Media
Pedonale
Ciclabile
Parzialmente adatto a persone con mobilità ridotta
Giro in MTB intermedio.
Buon allenamento richiesto.
Adatto a ogni livello.
Solo alcuni tratti sono adatti con mobilità ridotta
L’associazione CioCheVale non assume alcuna responsabilità in ordine a danni a persone o cose
derivanti dall’utilizzo di questi itinerari, destinati ad un uso ciclo escursionistico.
MAPPE

INFO UTILI

DOVE MANGIARE
LA RIVIERA

DOVE DORMIRE
B&B DEL FREISA

CIBO A KM 0

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