La Via delle Cascine

Santena – Favari Avatanei – Villastellone

Un itinerario tra cascine didattiche e riserve naturali

Itinerario ciclopedonale ad anello, perlopiù su strade bianche, che per via della sua lunghezza e della sua conformazione altimetrica non richiede grande impegno fisico.

Il percorso parte dal cimitero di Santena, dove si può comodamente posteggiare l’auto, e si dirige verso Villastellone. Dopo poco più di un chilometro il percorso devia a sinistra, prendendo la strada vecchia per Poirino. Da qui, il primo luogo da visitare è la Cascina Rosoleto Masera, costruita nel 1653 per volontà del conte Villa di Villastellone, esponente della piccola nobiltà terriera votata al servizio dei Savoia. Alcuni documenti conservati nell’archivio comunale, risalenti alla fine del XVIII secolo, riportano la necessità per i conduttori di fornire “una carretta” per il trasporto dei soldati napoleonici feriti. Più volte rimaneggiata e ingrandita, tra le due guerre mondiali la cascina venne acquistata da un industriale che avviò una importante fase di ristrutturazione e edificazione ex novo. Oggi la cascina è di proprietà della famiglia Masera.

Dopo anni di allevamento di animali da carne e di vacche da latte, nel 2010 l’azienda ha scelto di riconvertirsi a un modello di allevamento estensivo e sostenibile, non utilizzando più i mangimi e migliorando l’alimentazione delle proprie mucche. Nel 2013 si ispira al modello del “latte nobile” (latte del fieno) per produrre il suo Lait Real (latte dell’erba e del fieno), grazie anche al supporto dell’Università degli Studi di Torino. Dal 2014 Cascina Roseleto è annoverata tra i Maestri del Gusto di Torino e Provincia, progetto nato dalla collaborazione tra Camera di Commercio di Torino e Slow Food per valorizzare il meglio delle produzioni agricole e artigianali del territorio. L’itinerario prosegue imboccando Strada della Scissa e, dopo un paio di chilometri, ci porta in prossimità di un altro punto di interesse, l’oasi naturalistica Cascina Lai, che ospita un antico maceratoio per la canapa, di grandi dimensioni e dalla tipica forma a ferro di cavallo. Fino a pochi anni fa qui c’era una delle maggiori zone umide del SIC, Siti di Importanza Comunitaria, rilevante per la riproduzione degli anfibi (fra cui il pelobate fosco) e per lo svernamento di alcuni uccelli migratori, attirati dal fitto canneto. In seguito alle alluvioni del 1994 e del 2000 il canale che collegava la peschiera al vicino rio è stato distrutto per motivi di sicurezza e mai più ripristinato. Ciò ha provocato un rapido prosciugamento del bacino che ha quindi progressivamente perduto la sua impermeabilità: per molti anni non ha più avuto abbastanza acqua per la riproduzione degli anfibi ed è andato incontro ad un processo di interramento. Nella 2008, all’interno dell’ex-maceratoio, è stata effettuata una buca di saggio per verificare il grado di tenuta idrica del fondo del bacino. La piccola pozza è stata successivamente allagata e quindi monitorata per tutta la stagione ed è stata registrata la riproduzione di raganelle e rane verdi, segno che l’area è frequentata dagli anfibi. Nel resto del maceratoio, attualmente asciutto, il canneto consente la presenza e la riproduzione di numerose specie di insetti e di uccelli, come la sterpazzola ed il canapino. A sud-est del maceratoio sono presenti i ruderi di Cascina Lai, che saranno oggetto di una ristrutturazione per realizzare il nuovo “Centro Studi sulla Biodiversità”.

Di qui l’itinerario prosegue verso Favari Avatanei, dove è d’obbligo una tappa agli Stagni di Poirino Favari, dal 2004 Sito di Importanza Comunitario che si estende per 1.843 ettari e interessa i comuni di Santena, Villastellone, Poirino e Carmagnola. Fondamentale è il lavoro dell’Associazione Natura Cascina Bellezza ONLUS, nata nel 2006 da un gruppo di volontari, ricercatori e studiosi del WWF, con lo scopo di proteggere l’ambiente e la biodiversità di quest’area. L’obiettivo prioritario di questo grande impegno collettivo è la tutela del pelobate fosco italiano (Pelobates fuscus insubricus), un anfibio endemico della Pianura Padana oggi gravemente minacciato d’estinzione, tanto da essere protetto a livello europeo. L’istituzione del SIC trae origine proprio dalla presenza in quest’area della popolazione di pelobate fosco più numerosa della Pianura Padana ed è finalizzata alla protezione dei suoi ultimi siti riproduttivi. Qui sono presenti anche il tritone crestato e quello punteggiato, la lucertola muraiola, il ramarro e la natrìce dal collare, serpente innocuo legato agli ambienti umidi, in virtù della sua dieta basata principalmente sugli anfibi. Tra le specie nidificanti troviamo il tuffetto, l’allodola, specie in forte regresso numerico per la riduzione dei prati stabili e l’averla piccola.

Siamo a metà itinerario circa, che prosegue girando intorno alla cascina Fontanacervo, da 10 anni riconosciuta da Slow Food e CCIAA di Torino Maestri del Gusto e “locale del buon formaggio”, nel cui spaccio si possono acquistare yogurt, il latte fresco, formaggi freschi e stagionati in diverse varianti. Da qui il percorso prosegue verso Villastellone per poi ritornare a Santena, dove è d’obbligo una visita alla villa Cavour, dove l’illustre statista risorgimentale era solito trascorrere la sua villeggiatura fuori porta. Costruita tra il 1708 e il 1712, la villa è circondata da un bel parco all’inglese e conserva, in varie sale, le decorazioni originarie, oltre a numerosi ritratti, cimeli, stampe e documenti relativi alla vita del ministro sabaudo. Nella cappella funeraria sotto l’abside della parrocchiale si trova la tomba del conte. Quest’ultima, dichiarata monumento nazionale, costituisce con museo, castello e parco monumentale, il complesso cavouriano.

Curiosità di Villastellone
Il Carnevale delle rane
Il Carlevè dij Ranè (Carnevale delle Rane) è la storica festa di Carnevale di Villastellone, celebre per le maschere tradizionali di “La Bela Ranera e ‘l Martin Pesscador”, che si svolge dal 1977 tradizionalmente in Quaresima (la terza domenica) con sfilate di carri, gruppi sbandieratori e musici (come la “Ranabanda) e la distribuzione di prodotti tipici locali come rane e patate.

Curiosità di Cascina Roseleto Masera
Durante gli anni del ventennio fascista il nome della cascina, da sempre indicata nelle mappe come Roüsley, venne italianizzato in Roseleto. Inutile dire che nel dialetto piemontese si continua a utilizzare il vecchio nome, che subisce addirittura variazioni di pronuncia tra Villastellone, Santena e Poirino

Curiosità di Santena
L’asparago santenese
L’asparago di Santena ha una lunghezza media di 22 cm e la parte colorata comprende circa il 65% della lunghezza totale. Le caratteristiche dei terreni prevalentemente sabbiosi con poco calcare e ad alta permeabilità conferiscono agli asparagi santenesi caratteristiche organolettiche inconfondibili. A cavallo tra la prima e la seconda metà dell’Ottocento, Cavour si interessò della loro coltivazione e tale ortaggio fu veramente la “sorgente della prosperità di Santena”, definizione data dallo stesso Cavour in una lettera ad Al Johnston, insigne chimico di Edimburgo.

Gli asparagi santenesi, celebrati ogni terzo e quarto weekend di maggio nella Sagra loro dedicata, generalmente sono confezionati in mazzi del peso variabile tra 400 g e 1,5 kg. Al momento dell’acquisto bisogna osservare prima di tutto le punte, che devono essere ben sode e compatte, non devono essere troppo aperte (segno che non sono freschi o sono stati raccolti in stadio avanzato di crescita. I gambi dei turioni devono essere ben sodi (senza segni di appassimento) e la base del taglio non deve essere scura. Al momento di cuocerli, bisogna tagliare qualche centimetro della parte legnosa del gambo tenendo il mazzetto legato e utilizzando un coltello robusto, e bisogna lavarli accuratamente perché spesso le punte contengono sempre un po’ di sabbia.

Sono da gustare in risotti, frittate, con uova e formaggi (come fonduta o in cocotte), come contorno lessato o al vapore, spesso abbinato a burro, pancetta, Parmigiano e una salsa all’uovo senapata.

INFORMAZIONI SUL PERCORSO

  • 00:52 ore

  • 13,9 Km

  • 80 m

  • 80 m

  • Pedonale

  • Ciclabile

  • Parzialmente adatto a persone con mobilità ridotta

Giro in MTB intermedio.
Buon allenamento richiesto.
Adatto a ogni livello.
Solo alcuni tratti sono adatti con mobilità ridotta



L’associazione CioCheVale non assume alcuna responsabilità in ordine a danni a persone o cose
derivanti dall’utilizzo di questi itinerari, destinati ad un uso ciclo escursionistico.

MAPPE

INFO UTILI

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

CIBO A KM 0

    PRODOTTI TIPICI

    CASCINE VENDITA DIRETTA

    MUSEI

    CASTELLI

    • CASTELLO CAVOUR

    AREE NATURALI

    GUIDE TURISTICHE

    NOLEGGIO BICI

    RIPARAZIONE BICI

    RICARICHE PER BICI ELETTRICHE

      AREE CAMPER

        SERVIZI IGIENICI

          STAZIONI

          I punti di interesse e altri servizi sono disponibili sulla mappa.

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