DALLA COLLINA AL FIUME

Casalborgone – San Sebastiano Po

Dalle colline al grande fiume attraverso natura, storia e sapori autentici

Itinerario ciclopedonale che, per via della sua lunghezza e della sua conformazione altimetrica, non richiede grande preparazione fisica. Parte da Casalborgone, nel settore orientale della Collina Torinese, e scende sino alle sponde del Po. L’itinerario inizialmente attraversa il centro storico di Casalborgone che si è sviluppato intorno al Castello, le cui strutture più antiche risalgono al secolo XI. La sua mole quadrata è posta su un alto zoccolo sostenuto da muraglioni, ricostruita sui resti della Torre dei Radicati, che dominarono la zona dal Duecento alla metà del Cinquecento.

Percorrendo il sentiero che costeggia i giardini del castello, chiamato “il sentiero della processione”, la vista spazia da Castagneto Po e San Sebastiano Da Po, la meta dell’itinerario, fino ai colli monferrini, dove si scorgono cappelle campestri e antiche cascine. Intorno al maniero nel medioevo si formò un ricetto murato di forma ovale, di cui si conservano diverse strutture: i ruderi di una piccola torre, la torre-porta di ingresso del XVI secolo e, a sud di questa, un’area residenziale che fu dotata di difese perimetrali nel 1471, di cui resta una torre cilindrica. Sulla piazza a forma trapezoidale si affacciano l’antica Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena, la Chiesa della Santissima Trinità e il Municipio Vecchio. Uscendo da Casalborgone, dopo un paio di chilometri, vale la pena fare una piccola deviazione per visitare la Chiesa di San Siro, una delle strutture più antiche che risale al periodo medievale e che si trova su un colle nelle vicinanze della frazione Madonnina. Proseguendo tra pascoli, vigneti, orti e frutteti si costeggia il Bosc Grand, Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Bosco del Vaj e Bosc Grand”, un’area protetta del Piemonte che fa parte della Rete Natura 2000, situata principalmente nei comuni di Casalborgone e Montiglio Monferrato. Nota per la sua ricca biodiversità, in particolare per specie vegetali e animali rare come il moscardino, il saettone e uccelli rapaci, viene gestita anche attraverso la collaborazione tra l’associazione “Gente di Bosc Grand”, che riunisce proprietari terrieri (circa 27) e il Comune di Casalborgone per gestire circa 100 ettari di bosco, contrastando l’abbandono e promuovendo il miglioramento territoriale. Proseguendo nell’itinerario altra imperdibile tappa di carattere botanico è il Ginkgo biloba sito in località Villa. Un albero imponente, con i suoi 320 centimetri di diametro e gli 11 metri di altezza, antico e notevole per dimensioni e valore paesaggistico, spesso al centro di iniziative di turismo lento e visite guidate nel borgo, testimone di un’antica storia e simbolo di resilienza botanica, come dimostrato dai sei esemplari di Ginkgo, ancora esistenti, sopravvissuti alle radiazioni prodotte dalla bomba atomica caduta sulla città di Hiroshima. Di qui si prosegue arrivando al Castello di San Sebastiano Po. Le sue origini risalgono all’alto Medioevo (secolo X), quando il paese faceva parte del Marchesato del Monferrato. I primi documenti relativi all’abitato di San Sebastiano lo pongono sotto la signoria dei Radicati, diventando poi nei secoli successivi teatro delle guerre per la supremazia sul Piemonte, prima fra i Savoia e i marchesi del Monferrato, poi con il coinvolgimento di Spagnoli e Francesi. Le sorti del castello in quel periodo non sono documentate. Nel 1761, Paolo Federico Novarina conte di San Sebastiano, incarica l’architetto Bernardo Vittone, massimo esponente del Barocco piemontese, di ristrutturare l’intero complesso del castello, dopo averlo visto all’opera nella ristrutturazione dell’attigua chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Martiri Sebastiano e Cassiano. Il parco del Castello, disegnato nel 1810 dal famoso architetto di giardini tedesco Xavier Kurten, comprende un grande giardino all’italiana con parterre di bossi e rose, un frutteto, secolari cedri del libano, cipressi e vecchi aceri giapponesi. Dalla bastionata sul lato nord si gode di un amplissimo panorama che spazia dalle colline del Monferrato alla Pianura Padana e all’anfiteatro alpino. Di qui l’itinerario prosegue discendendo verso il Po. Ma prima di arrivare alla meta, c’è un’altra breve deviazione da fare per visitare la Chiesa di San Pietro, situata nella frazione di Navigliano. Edificata presumibilmente intorno al XII secolo, è un prezioso esempio di architettura romanica del XII secolo, con elementi architettonici tipici del romanico astigiano monferrino. Presenta un’aula rettangolare con abside semicircolare e decorazioni in pietra e cotto, con piccole finestre (monofore) e fregi ad archetti pensili. Siamo ormai al termine dell’itinerario. Da qui sarà possibile proseguire e raggiungere le sponde del Po o attraversare il ponte sulla strada provinciale in direzione Porto di San Sebastiano da Po e ricongiungersi con la Ciclovia Torino Venezia “Vento”.

Curiosità di Casalborgone

  • Cerro-sughera di Casalborgone
    In località Bric Turniola è possibile godere della vista della Cerro-sughera di Casalborgone, una specie arborea, rara in Piemonte, alta 22 metri. Botanicamente è una Quercus crenata o cerrosughera o rovere verde, un ibrido fertile fra sughera (Quercus suber) e cerro (Quercus cerris). La corteccia è suberosa, le foglie sono lucide, hanno forma e consistenza coriacea come la sughera, sono semipersistenti e soggette a ricambio ogni anno; le ghiande hanno cupola ricciuta come quelle del cerro. L’età di questa pianta, come la sua origine, non sono certe, ma viene già citata nel 1905 da Giovanni Negri nel libro “La vegetazione della collina”. A Casalborgone un vecchio contadino riferiva di aver sentito parlare di un antico uso medicinale delle fronde di questa rovere per guarire gli animali (decotto o tal quale ad esempio per i conigli). Il suo nome locale “Ro verda” deriva dal piemontese “ro”, “rol”, “ruv”, e significa quercia sempre verde anche in inverno.
  • La Sagra del Pisello
    Il pisello di Casalborgone è riconosciuto tra i prodotti agroalimentari tradizionali dalla Regione Piemonte, contrassegnato dal marchio del simpatico “Pisello generoso di Casalborgone. Si presenta con baccello piccolo, seme di piccolo diametro, liscio, di colore verde chiaro, di sapore dolce e consistenza pastosa ed è particolarmente adatto per zuppe e vellutate. Da oltre 50 anni viene celebrato nella Sagra del Pisello, che si svolge usualmente il terzo fine settimana di maggio e celebra il lavoro agricolo, i suoi frutti e i valori antichi dello stare insieme. Qui si può gustare in particolare il delicato gogu, un tortellone con ripieno a base di piselli, e l’originale gelato al pisello.

Curiosità di San Sebastiano Po

  • Il Pom Matan
    Il pom mata è una varietà di mela molto antica alla quale è dedicata una sagra che si svolge nel mese di settembre. È l’occasione per gustare l’agnulot ‘d pom matan, un agnolotto con il cuore di mela accompagnata da un po’ di burro, noce moscata e salsiccia.
  • Piemontesi “bougia nèn”
    Paolo Federico Novarina, conte di San Sebastiano da Po, proprietario del castello e comandante del reggimento Piemonte nel 1763, partecipò alla battaglia dell’Assietta, nel 1747, e in quell’occasione, per mantenere saldi i suoi soldati di fronte alle truppe francesi predominanti di numero, aveva lanciato la famosa frase: ”Fieui, bugiè nen! (Ragazzi, non muovetevi!)”.
    Da quest’episodio derivò un termino con il quale ancora oggi vengono chiamati i piemontesi “bougia nèn”, cioè gente che non si muove.

INFORMAZIONI SUL PERCORSO

  • 00:56 ore

  • 13,00 Km

  • 180 m

  • 210 m

  • Pedonale

  • Ciclabile

  • Parzialmente adatto a persone con mobilità ridotta

Giro in MTB intermedio.
Buon allenamento richiesto.
Adatto a ogni livello.
Solo alcuni tratti sono adatti con mobilità ridotta



L’associazione CioCheVale non assume alcuna responsabilità in ordine a danni a persone o cose
derivanti dall’utilizzo di questi itinerari, destinati ad un uso ciclo escursionistico.

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      GLI ITINERARI DI PISTAAA

      La Via del Castello

      La Via dei Frutti Rossi

      La Via delle Colline

      La Via delle Cascine

      La piana dei laghetti

      Dalla collina al fiume

      La Via di Ciliegie e Amarene

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      La Via dei Panorami

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      La Via dei Musei

      La Via del Pianalto

      La Via del Focaccia Gravel