LA VIA DI CILIEGIE E AMARENE
Pecetto – Valle San Pietro – Trofarello – Valle Sauglio

Pecetto - Foto: Filippo Marmo

Pecetto - Foto: Alberto Guggino

Pecetto - Foto: Alberto Guggino
Su e giù per “dolci” e “succose” colline
Itinerario ciclopedonale che, per via della sua lunghezza, poco più di 10 chilometri, e della sua conformazione altimetrica non richiede grande impegno fisico e che si snoda per gran parte su strade bianche. Si consiglia di percorrerlo soprattutto tra fine marzo e inizio aprile, per godere dello spettacolo suggestivo della fioritura dei ciliegi, e tra fine maggio e giugno, quando le strade intorno a Pecetto ospitano i banchetti dei produttori locali dove acquistare le famose ciliegie, graffioni, duroni e amarene. Ma attenzione, il periodo migliore per gustare questi frutti si conclude a San Giovanni, il 24 giugno, che segna la chiusura ufficiale della stagione. Dopo, c’è il rischio che nelle ciliegie si trovi il Giöanin, termine popolare con cui viene chiamato il vermetto parassita che rende la polpa molle e marcia.
L’itinerario parte dalla Chiesa di San Sebastiano, a Pecetto, posta poco sotto Piazza delle Ciliegie, dove ogni anno si svolge il tradizionale mercato delle ciliegie. Questa chiesa, costruita in età romanica e successivamente sostituita nel corso della metà del Quattrocento presenta la facciata principale in corsi di mattoni a vista, e intorno al portale d’accesso si trova una cornice in cotto. San Sebastiano fa parte del progetto “Chiese a porte aperte”, che consente di entrare e visitare la chiesa in modo semplice e autonomo. Questa modalità di visita tecnologica innovativa è stata ideata e sostenuta da Fondazione CRT e Consulta Regionale per i Beni Culturali ecclesiastici, con il contributo della Regione Piemonte e dei proprietari dei beni e sotto l’alta sorveglianza delle Soprintendenze competenti per territorio. Dopo aver scaricato sul proprio smartphone l’applicazione “Chiese a porte aperte”, sia per iOS sia per Android, è sufficiente registrarsi e prenotare la visita gratuita. Una volta giunti nell’orario di visita selezionato, basta inquadrare il QR code e la porta si apre automaticamente. Accedendo all’interno delle chiese, il visitatore può avviare un sistema narrativo multimediale. Il racconto, che fornisce le informazioni storico-artistico e devozionali del bene culturale ecclesiastico, è valorizzato, oltre che dalla voce narrante, da musiche diffuse e da una regia di luci direzionali. Dalla Chiesa si scende dolcemente lungo Strada Sauglio, per poi piegare a sinistra verso Valle San Pietro, zona rurale e paesaggistica nota per i suoi sentieri naturalistici. Da qui si imbocca strada Braia, sentiero campestre di terra rossa che, se piove o ha piovuto, è l’ideale per gli amanti del cross country, in direzione di Valle Sauglio. Qui merita una visita la Farnia di Trofarello, un’imponente Quercus robur con una circonferenza di 430 cm, un’altezza di 30 m e un’età tra 100 e 200 anni. Questa quercia è inserita nel Registro degli Alberi Monumentali del Piemonte (RAMI ed è un punto di interesse naturalistico e culturale che testimonia la ricchezza arborea della zona e la sua importanza per la comunità locale.
In Valle Sauglio si trovano anche la Parrocchia di San Rocco, costruita parte nel 1600 e parte nel 1850 quando fu aggiunta la rotonda con cupola, che ospita un coro ligneo del ‘600 e un affresco di Luigi Morgari raffigurante il patrono della chiesa, e Le Cappele, tre cappelle dedicate alla Vergine Addolorata, alla Vergine del Buon Consiglio e alla Vergine Consolata. Nel 1953, su istanza dei residenti, Valle Sauglio è stata distaccata dal comune di Pecetto e aggregata a quello di Trofarello.
Trofarello presenta diversi punti di interesse. Il castello medievale, nel cuore del paese, conosciuto anche come Castello Matteotti, oggi ospita eventi culturali e visite guidate. Poi la Torre Civica, del XIII secolo, che faceva parte molto probabilmente del Castello Vagnone, distrutto dalle truppe francesi nel 1705, durante la Guerra di Successione Spagnola, divenuto proprietà privata e quindi non visitabile. Il Castello Rivera, edificato come ricetto duecentesco con la funzione di proteggere la popolazione rurale e i raccolti, anch’esso non visitabile. Piazza Cavour, la piazza principale, che rappresenta il vero fulcro della vita quotidiana, qui si concentrano negozi, bar e spazi dedicati alle manifestazioni pubbliche. Il Parco di Trofarello Ricca-Magnani, un’area verde pubblica dedicata alle passeggiate e alle attività all’aperto. Tra i tanti edifici religiosi citiamo la Chiesa Parrocchiale di S. Lorenzo, con origini nel XVII secolo, è il principale edificio sacro storico di Trofarello; la Parrocchia di Santa Maria della Pace, inaugurata nel XX secolo, che rappresenta un moderno punto di riferimento religioso e comunitario; la Chiesa Parrocchiale SS. Quirico e Giulitta, che svetta dalla cima della collina trofarellese, è un piccolo gioiello d’arte. La costruzione ha inizio nel 1907, sulle rovine di una cappella della seconda metà del Cinquecento; nel 1911 viene aperta al pubblico, anche se resta spoglia di tutti quegli ornamenti, decorazioni ed affreschi che portano la data del 1936 eseguite dal pittore decoratore Lauro Boasso; nel 1940 vengono ultimati il campanile, la sacrestia, gli altari, le balaustre e la scalinata che dal viale porta alla chiesa.
Uscendo dal paese e risalendo verso Pecetto, si sfiora il Santuario della Madonna delle Celle, antico luogo di culto risalente almeno al 1318, noto per il suo campanile medievale, su cui è visibile il “Tau” segno di salvezza degli Antoniani che gestivano luoghi di cura, e per la venerazione della Madonna Nera. Immerso nel verde, rappresenta una delle testimonianze religiose più antiche della zona. Di qui si prosegue a salire fino ad arrivare al punto di partenza dell’itinerario, Pecetto Torinese. La cittadina ha una storia antica che risale all’epoca romana. Tra i ritrovamenti preistorici, spicca un muro di laterizio nella valle di Canape. Inoltre, vicino al borgo, esisteva la pieve di Covacium, dove sono stati rinvenuti altri resti romani. Dal suo belvedere può ammirare una vista spettacolare su Torino e le Alpi circostanti. In centro paese meritano una visita la Parrocchia di Santa Maria della Neve e la Chiesa della Confraternita dei Battuti. La prima, costruita tra il 1739 e il 1742 su progetto dell’architetto Bernardo Antonio Vittone, è caratterizzata dal campanile settecentesco, ed è fiancheggiata dall’antica torre medievale del ricetto, risalente al XIII secolo. Subito sotto la Parrocchia si incontra la chiesa della confraternita del SS. Nome di Gesù e dei Battuti Bianchi, dal colore del saio che indossavano durante le cerimonie. Progettata dall’architetto Luigi Molinari d’Andorno nella prima metà del Seicento, la chiesa è a navata unica e coro rettangolare. Nell’Ottocento la confraternita si sciolse, la chiesa fu abbandonata e successivamente, durante la prima guerra mondiale, adibita a magazzino. Oggi ha ritrovato nuova vita come sala polivalente per iniziative culturali.
Curiosità Pecetto Torinese
Il Paese delle Ciliegie peer eccellenza
Le ciliegie di Pecetto sono un marchio PAT. L’acronimo PAT sta per Prodotti Agroalimentari Tradizionali, prodotti tipici italiani particolarmente tradizionali e legati a un territorio e alla sua storia: dai metodi di realizzazione, conservazione, stagionatura, creazione. Questi piccoli, gustosi frutti rossi sono sempre state al centro della vita cittadina. Già gli Eremiti camaldolesi dell’Eremo di Pecetto, nei secoli XVII e XVIII usavano le ciliegie e i piccioli per confezionare tisane diuretiche e marmellate, e i Duchi di Savoia andavano a caccia degli uccelli attirati dalle ciliegie in zona. Nel 1916, quando i nuovi impianti incominciavano a fruttificare e i giovani erano in guerra, il sindaco Mogna istituì il Mercato delle ciliegie serale, che ebbe così tanto successo da diventare giornaliero già l’anno seguente. In quel 1917 si vendettero 722 quintali di frutta.
Pecetto in festa
La Festa delle Ciliegie di Pecetto Torinese è un evento annuale che si tiene di solito a inizio giugno per celebrare il prodotto tipico locale, le “cirese” e i “graffion”, con una mostra-mercato, degustazioni, laboratori, musica, e la tradizionale investitura dei personaggi storici “La Ceresera e Monsù Grafiun”, offrendo un mix di tradizioni, enogastronomia e cultura agricola. La festa dura solitamente un fine settimana e include eventi come cene a tema, mostre pomologiche, laboratori artistici (anche per bambini), convegni sull’agricoltura e l’ambiente, concerti, la premiazione delle migliori produzioni di ciliegie.
Curiosità Trofarello
Città di …mare!
In età preistorica l’area di Trofarello era un paesaggio costiero, parte dei mari che hanno dato origine alla Pianura Padana, con toponimi come “Sabbioni” che ne ricordano l’origine. In seguito, le colline emerse dalle acque, divennero rifugio per popolazioni neolitiche, poi sostituite da popolazioni di ceppo ligure e successivamente celtico.
L’origine del nome
La raccolta “Memorie storiche” attribuisce l’origine del nome di Truffarello alla lingua celtica. I Celti, che effettivamente passarono per Trofarello, avrebbero voluto indicare con questo nome la fertilità e la gaiezza della sua terra.
Un’altra ipotesi fa derivare il nome di Trofarello da un trofeo innalzato a qualche condottiero vincitore. Una terza ipotesi attribuisce la scelta del nome agli Arimanni, guerrieri liberi longobardi che costituivano la base dell’esercito e della struttura sociale del regno longobardo, che forse ne furono i primi signori, incaricati da Carlo Magno di governare tutto il territorio circostante.
Il Castello che non c’è
Il Theatrum Sabaudiae fu pubblicato nel 1682 e raccoglie 145 vedute di città e alcuni monumenti degli Stati sabaudi con in primo piano la capitale. Nell’opera voluta da Carlo Emanuele II e terminata dalla vedova Giovanna Battista, è ritratto un castello mai realmente esistito a Pecetto. Probabilmente si trattava di un progetto mai realizzato, anche se i bastioni che oggi circondano Villa Sacro Cuore, affiancata dalla chiesa parrocchiale, potrebbero rappresentare l’unica traccia architettonica di quel piano.
INFORMAZIONI SUL PERCORSO
00:55 ore
10,7 Km
170 m
170 m
Pedonale
Ciclabile
Parzialmente adatto a persone con mobilità ridotta
Giro in MTB intermedio.
Buon allenamento richiesto.
Adatto a ogni livello.
Solo alcuni tratti sono adatti con mobilità ridotta
L’associazione CioCheVale non assume alcuna responsabilità in ordine a danni a persone o cose
derivanti dall’utilizzo di questi itinerari, destinati ad un uso ciclo escursionistico.
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